Clinton W. Thomas nel 74° anniversario della sua scomparsa

Oggi ricordiamo un anniversario un po' inconsueto, forse perché, al contrario delle affollate date storiche che segnano l'inizio e la fine delle battaglie, piuttosto che un evento che coinvolge una intera nazione o più semplicemente una piccola comunità, esso riguarda un ragazzo americano di 19 anni, Clinton W. Thomas, la cui esistenza resta sconosciuta ai più fino al 2010, quando un fortuito ritrovamento accende i 'riflettori' internazionali sulla sua vicenda personale, e con essa quella dei suoi malcapitati compagni d'arme.

Dal febbraio del 1944, il nome di quel ragazzo si aggiunge alla lista dei tanti militari dispersi e si lega in modo indelebile a quello di una cittadina, Terelle, un villaggio a nord est di Cassino (FR), paradossalmente poco conosciuto per aver dato i natali al grande filoso ed esteta Antonio Tari, professore presso l'Università di Napoli, ma tristemente noto per quelle operazioni militari che a partire dal 25 di gennaio 1944, nell'ambito della prima battaglia di Cassino, ivi ebbero luogo. Qualche giorno più tardi il 142° Reggimento, della 36a Divisione di Fanteria 'Texas', opera sull'ala sinistra del Corpo di Spedizione Francese (CEF) che a sua volta è impegnato in quella che la storiografia francese spesso ricorda con orgoglio come "l'epopea del Belvedere". Il compito di fronteggiare l'avanzata alleata spetta ai militari della 44a Divisione di Fanteria Hoch und Deutschmeister, appositamente ricostituita dalla Wehrmacht dopo la disfatta di Stalingrado, per la Campagna d'Italia  e insediata nell'area già a partire dal dicembre del 1943.

L'irto contesto roccioso si erge a imponente barriera naturale e, chi lo conosce per esperienza diretta sa che, ben gli si adatta una apparentemente pretenziosa definizione che gli storici anglosassoni hanno coniato riferendosi alla linea Gustav: "a defender's paradise" (il paradiso del difensore). Le uniche vie di accesso sono perfettamente dominate dagli osservatori tedeschi del Monte Cairo (1669 m s.l.m.), nonostante ciò i francesi, che impiegano in prima istanza truppe tunisine, ben avvezze alla morfologia del terreno, si fanno breccia risalendo una ripida e viscida gola, che René Chambe definisce una ferita sul fianco meridionale del Colle Belvedere e che è magnificamente sorvegliata dall'occhio vigile, ma bendato a causa delle condizioni metereologiche, del Monte Cifalco. Si tratta del Ravan Gandoet e si offre agli attaccanti come provvidenziale via di infiltrazione.

Anche se a caro prezzo, nei giorni a seguire si scrive la storia e la fortezza rocciosa del Belvedere, che ad onor del vero è principalmente difesa da un manipolo eterogeneo di uomini demotivati e infreddoliti, e non dai famelici e terribili germani che la propaganda di Goebbels vuole lasciar passare, è conquistata. Terelle e gran parte del suo complesso montuoso sono però ancora in mano tedesca, e lo saranno fino alla fine di maggio dello stesso anno.

Se le gesta dei francesi vengono ancora oggi ricordate con toni entusiastici e celebrativi, quasi quanto quelli che si possono cogliere nella letteratura medievale della Chanson de Roland, del tutto anonime restano invece le disavventure degli americani che, a partire dal 29 di gennaio del 1944, sono chiamati a supportare lo slancio militare del CEF. Esse si consumano a poco meno di un chilometro in linea d'aria dal centro abitato, in un altopiano assai esposto all'occhio nemico e sormontato da poche ma insidiose installazioni campali, che ben presto si materializzano come un nuovo e terribile incubo per chi deve neutralizzarle.
Tra di loro c'è l'appena diciannovenne Clinton W. Thomas, originario del Tennessee, che orfano di entrambi i genitori si arruola seguendo le orme di suo fratello Horace in guerra già da qualche anno. È nel quadro delle predette operazioni che il 3 di febbraio la compagnia di Clinton riceve l'ordine di effettuare un attacco sulle colline a sudest di Terelle. Ma l'ordine di ripiegamento, a seguito di un violento contrattacco, viene diramato a distanza di poco; gli uomini sono troppo esposti al fuoco nemico. Si inizia la conta delle perdite, ingenti, e come sempre l'ingrato compito è riservato ai sopravvissuti.

Clinton non è tornato indietro e quando le posizioni vengono definitivamente conquistate di lui non c'è traccia. Forse è stato fatto prigioniero, ma chi può dirlo? Nonostante ciò si nutre ancora qualche speranza. Il timore si trasforma in certezza quando alla fine del conflitto non compare nelle liste dei militari deportati dai tedeschi nei campi di prigionia. I familiari, straziati, se ne fanno una ragione sebbene privati della consolazione di poter piangere e onorare le spoglie mortali del proprio congiunto. Ma la guerra, si sa bene, è impietosa, offre miseri onori e ben poche certezze, tra le quali vi è quella di una probabile e solitaria fine. Così sembra scendere il sipario sulla storia di un giovane soldato, un ragazzo...uno dei tanti.

Sessantasei anni più tardi, nella primavera del 2010, il ritrovamento del suo piastrino di riconoscimento, ad opera dei membri dell'Associazione Linea Gustav, e il successivo ritorno ai familiari in patria, diventano oggetto di attenzione da parte delle istituzioni e dei media statunitensi.

Purtroppo le numerose ricerche non permettono di localizzare i resti mortali del caduto, ma il Senato del Tennessee, attraverso una proclamazione solenne, dichiara che il piastrino è a tutti gli effetti assimilabile a resto del militare. Clinton passa quindi dallo stato di MIA (missing in action - disperso in azione) a quello di KIA (killed in action - ucciso in azione). Questo criptico cambio di status permette però alla famiglia di celebrare i funerali di Clinton, mai avvenuti prima di allora, al cospetto delle istituzioni civili e militari americane, nel giorno dei veterani, l'11 novembre del 2010.

Nel maggio del 2014, nel settantesimo anniversario delle battaglie per la presa della linea Gustav, poco distante dal luogo dove è stato effettuato il ritrovamento, grazie anche alla partecipazione delle autorità civili e dei militari americani, dell'amministrazione comunale e della cittadinanza di Terelle, l'Associazione Linea Gustav inaugra un cippo commemorativo a imperitura memoria di "Clinton W. Thomas e dei valorosi uomini del 142° Reggimento di Fanteria della 36a Divisione di Fanteria, Texas".

Nel 74° anniversario della sua scomparsa desideriamo ricordare il suo sacrificio, che simbolicamente è anche quello dei tanti che nel declivio impietoso della guerra non hanno più fatto ritorno a casa. A loro vanno il nostro pensiero e rispetto.

 

di Damiano Parravano

Per ulteriori approfondimenti: 

Alcune immagini: